Le pene alternative servono per reinserire i condannati in società, come la semilibertà e l’articolo21, due misure diverse, ma con lo stesso scopo, che una volta concesse cambiano il regime di detenzione, permettendo alla persona ristretta di essere ospite in una palazzina fuori dalle mura di cinta, al di la del carcere.
Per me il Polo Universitario, prima di essere una sezione all’interno del carcere di Torino, con un insieme di persone uguali, è un’istruttiva e necessaria lezione di vita, dove ho trovato un mondo che mi era totalmente sconosciuto.
Ho scoperto la lettura durante una situazione difficile della mia detenzione. Ricordo che poco prima di iniziare a leggere, per passare il tempo, contavo i bacherozzi presenti nella cella dove mi avevano rinchiuso, facevo flessioni e me la prendevo con chiunque provasse ad avvicinarsi.
Dopo oltre vent’anni di lezioni ed esami, il Polo universitario del Lorusso e Cutugno di Torino firma la nuova convenzione tra Università degli studi e Casa Circondariale.
Dal carcere di Torino prendono il via due ambiziosi progetti trattamentali, per creare ponti tra “dentro” e “fuori”.
Liberi di imparare: inclusione sociale con il Museo Egizio di Torino e L.E.I.: acrononimo di Lavoro Emancipazione Inclusione, per migliorare le condizioni di vita delle donne detenute.
Lunedì 19 novembre, nella sezione del polo universitario della casa circondariale di Torino “Lorusso e Cutugno” i detenuti-studenti, hanno avuto un piacevole incontro a “suon di pianoforte” con un artista tra i più alternativi della scena musicale contemporanea, il maestro Stefano Bollani.